Questa volta ho deciso di affrontare un tema leggero leggero “i disabili e la sessualità”.

Ricordate quando in “Amarcord” di Fellini lo zio matto, impersonato da Ciccio Ingrassia, sale sull’albero ed inizia ad urlare “voglio una donna”?
Ecco tanti disabili sono così, ma nessuno dei benpensanti o dei falsi moralisti ascolta quell’urlo e, se l’ascolta, fa finta di nulla girando la testa dall’altra parte. Naturalmente non parlo di voi lettori, ma dei politici che ci considerano soltanto quando facciamo dei gesti estremi, vedi Nuvoli e Welby.
Un po’ di tempo fa la Chiesa diceva che i disabili dovevano evitare la sessualità affidandosi alla spiritualità offrendo il loro dolore a Dio.
Una volta Giovanni Paolo II disse che la persona disabile ha bisogno di amare e di essere amata, ha bisogno di tenerezza, di vicinanza, di intimità ma nessuno se lo è filato di pezza tanto per voi basta proteggere l’embrione poi, una volta fuori, sono affari suoi.

La mentalità ormai è ferma a “gli ultimi saranno i primi, ma solo nel regno dei cieli“. Tra l’altro, non mi è giunta prova tangibile della sua esistenza!
Per farvi capire la situazione vi faccio un esempio: anch’io, Buscialacroce, purtroppo sono disabile. Per alcuni ignoranti storpio, per i burocrati portatore di handicap, ma poi dove cacchio lo dovrò portare proprio non so?
Torniamo all’esempio: una sera parlavo con una ragazza, che tra l’altro mi piaceva pure, passa una mia parente e mi fa “che bella sta ragazza, che è la fidanzata di tuo fratello?” Il fanculo, da far tremare i muri, mi si è strozzato in gola solo perché era mia zia.
Ecco noi disabili siamo trattati come asessuati se usciamo con una donna pensate subito che possa essere a) una badante, b) una crocerossina, c) una parente, d) pia donna, c) escort ma non quella costruita dalla Ford.
Ma io dico, perché non può essere la nostra ragazza, una nostra amica o una che semplicemente ce l’ha da’? (il discorso vale anche per le ragazze, basta cambiare qualche articolo e qualche vocale)
In Olanda, Danimarca, Svizzera ci sono donne o uomini, poi dipende dai gusti, che sotto pagamento fanno sesso con i disabili, ma in Italia manco a parlarne. Già mi vedo l’ira di zio Benedetto the 16th.
Ci usano solo per fare audience in tv. Costanzo e la De Filippi docunt, facendo scattare pietismo in voi e incazzature in noi, senza parlare dei veri problemi.
Qui in Italia l’unico metodo che abbiamo noi disabili per stare con una donna è pagarla, ma mica possiamo dire “mamma mi porti a puttane?“. Così cerchiamo con internet le escort o accompagnatrici a 400€ per due ore.
Io non so se prima di passare a miglior vita andrò con una escort. Notate bene non dico con una prostituta di strada perché quelle povere ragazze spesso sono costrette a farlo e quasi sempre non è una loro libera scelta

C’è chi l’amore lo fa per noia, chi se lo sceglie per professione,
bocca di rosa ne’ l’uno ne’ l’altro lei lo faceva per passione
Fabrizio De André.

Ai moralisti dico che non avere rapporti praticamente di nessun genere con le ragazze mi ha devastato l’autostima. Ho 25 anni, sono ancora vergine. A 17 anni sono stato abbracciato una volta da una ragazza e, ancora prima, a 14 anni ho ricevuto un bacio per gioco e quella si è pure schifata. Poi mi chiedono perché da quello che scrivi sembra che odi le donne. Boh? Fate un po’ voi!

Certo, anche i mass media non è che ci diano una mano facendo credere a tutti che conta solo chi è bello e perfetto e noi, figli di un Dio minore, dobbiamo essere rinchiusi in qualche istituto così occhio non vede cuore non duole.
Gli Italiani hanno il brutto vizio di nascondere i problemi sotto il tappeto, come la polvere. Ghettizano la gente, scaricano la colpa sugli altri e poi, come succedete qualcosa, si lamentano.
L’aspetto sessuale è importante, ma l’atto meccanico fine a se stesso dopo un po’ stufa. Noi disabili cerchiamo l’amore che è una cosa un tantino diversa.
Tanti miei amici ormai hanno rinunciato all’amore, ma non hanno il coraggio di dirvelo. Io ho quasi perso la speranza e sto diventando sempre di più un cinico bastardo privo di sentimenti proprio come il Dr. House.

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